Il metaverso: cos’è e come sta cambiando la customer experience

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Francesca Cappabianca

Francesca Cappabianca

metaverso

Partiamo dall’etimologia della parola: “Metaverse” è un termine coniato nel 1992 dal romanziere Neal Stephenson,  nel libro postcyberpunk “Snow Crash”. 

Vi si immaginava un mondo virtuale, sviluppato all’interno di Internet, dove gli umani interagiscono attraverso i propri avatar tridimensionali. Un concetto ormai piuttosto familiare a tutti noi.

Definizione del metaverso

Intendiamoci: Il metaverso non esiste (ancora) compiutamente. Al momento, questo termine rappresenta una convenzione con la quale indichiamo degli ambienti digitali aperti – spesso, ma non necessariamente, in realtà virtuale e/o aumentata – in cui è possibile giocare, lavorare o socializzare.

Fortnite, Roblox, Decentraland o VRChat sono alcuni esempi per cui viene utilizzato il termine metaverso.

Il concetto di metaverso pienamente sviluppato, fonde realtà fisica, aumentata e virtuale per creare un ambiente digitale (generato da computer) in cui gli utenti possano interagire e vivere esperienze, come farebbero nel mondo reale.
Gli utenti entrano nel metaverso attraverso la realtà virtuale (nel concreto, con un visore di VR). 

All’interno del metaverso, realtà virtuale (VR) e realtà aumentata (AR), consentono ai visitatori di vedere oggetti, persone, paesaggi, negozi e altri ambienti intorno a loro e, come detto, con tutto questo i visitatori possono interagire in vari modi.

Mark Zuckerberg e Meta

Zuckerberg ed il suo doppio virtuale in Meta

Mark Zuckerberg, come è noto, sta scommettendo così pesantemente sul futuro della realtà virtuale che ha ribattezzato tutta la sua Holding, Facebook incluso, Meta.

Il suo è un progetto totale: i suoi dipendenti sono metamates e, soprattutto, possono contare su 150 milioni di dollari per accelerare lo sviluppo completo del metaverso. 

Meta sarà un vero e proprio universo digitale, in cui gli avatar degli umani si sposteranno attraverso una serie di mondi virtuali per socializzare, fare acquisti, giocare, studiare, lavorare etc.

Insomma, un’esperienza immersiva e totalizzante, (principalmente) in realtà virtuale, in cui trasferire una parte crescente delle nostre attività quotidiane.

Il potenziale del Metaverso nel retail

Chiaramente, il metaverso completamente sviluppato, sempre più vicino, ha il potenziale per cambiare per sempre la customer experience e il modo in cui i consumatori interagiscono con i brand.

Ad oggi, molti casi d’uso del metaverso nel retail sono sperimentali, ma i brand che si muoveranno in anticipo avranno un accesso più facile. Emarketer ha identificato tre categorie di vendita al dettaglio con un alto potenziale nel metaverso:

  • Fashion
  • Beauty
  • Articoli per la casa

Nel 2022, sempre secondo emarketer, ci sono quasi 90 milioni di utenti di realtà aumentata (AR) e quasi 67 milioni di utenti di realtà virtuale (VR) negli Stati Uniti. Tutti potenziali fruitori di una customer experience nel metaverso!

I nativi digitali

Di fatto, i giovani della Gen Z e della Gen Alpha , sono pronti per esistere in un futuro metaverso realizzato compiutamente. Anche come acquirenti.

Questa generazione post analogica è precondizionata per impegnarsi con il metaverso e ha già un’alfabetizzazione altissima nel mondo degli avatar e delle identità digitali.

Attraverso di esse, i Gen Z possono curare attentamente la loro apparenza identitaria online, incluso il modo in cui si abbigliano, le cosiddette skin, nel mondo dei game.

Più dell’80% dei giocatori statunitensi di età compresa tra 13 e 45 anni (emarketer), è solito acquistare skin, ed il mercato stimato per i prossimi anni è di 40 miliardi di dollari all’anno. In Italia non abbiamo ancora stime in proposito, ma i giocatori di Fortnite e simili, sanno bene cosa siano le skin.
(Anche Balenciaga ha progettato delle skin per Fortnite…)

I pionieri del metaverso: i retailers che investono nella customer experience del futuro

L’elenco dei brand retail che scelgono di investire nel metaverso si sta espandendo giorno dopo giorno. Eccone alcuni.

Nike

Alla fine del 2021, Nike ha acquisito uno studio digitale he crea oggetti da collezione digitali NFT (Non Fungible Token).

Questa agenzia produceva già sneakers digitali (il mercato per questi prodotti è vasto, pensate solo alle personalizzazione degli avatar su Snapchat). Nike ha in programma di lanciare applicazioni brandizzate che apriranno la strada al SUO metaverso.

Coca Cola

Il brand ha progettato il suo primo NFT in collaborazione con Tafi .

I collezionabili del metaverso sono stati progettati per celebrare la Giornata internazionale dell’amicizia e consistevano in una loot box ( scatole premio che contengono oggetti virtuali che procurano vantaggi per proseguire il gioco, ad esempio un’armatura, armi, medicine etc. ) su OpenSea.

L’NFT è stato venduto all’asta e conteneva abbigliamento virtuale da utilizzare a Decentraland. Progettato per sembrare una versione futuristica del classico distributore automatico di Coca-Cola, l’NFT includeva una varietà di prodotti del brand, come il Bubble Jacket Wearable.

Yahoo

Per celebrare il 25° anniversario dei Pokémon, Yahoo, in collaborazione con il grande magazzino britannico di fascia alta Selfridges e la stilista londinese Charli Cohen, ha lanciato un’esperienza di shopping immersivo per acquistare capi di abbigliamento reali, in edizione limitata, insieme a una collezione di capi di abbigliamento digitale creata per l’occasione, in un negozio virtuale 3D. I capi digitali potevano essere indossati dagli avatar su diverse piattaforme digitali.

La nostra identità digitale è diventata importante quanto quella fisica, – commenta Sam Field, direttore di Creative Technology, EMEA di Yahoo – dato che il confine tra le due continua a sfumare. Con questo store digitale possiamo dare ai clienti la possibilità di scegliere se vogliono un capo fisico o digitale di Charli Cohen e, se digitale, in quali piattaforme vogliono indossarlo – dando all’abbigliamento digitale una vera utilità e non solo l’idea di farsi belli.

Zara

Il brand globale di fast fashion Zara ha annunciato una partnership con il marchio di abbigliamento Ader Error per unirsi al metaverso sudcoreano noto come Zepeto. La collaborazione porterà alla AZ Collection, che sarà disponibile sia nel mondo fisico che nel metaverso.

Chi saranno i big winners nel metaverso?

Gli esperti del settore vedono il potenziale del metaverso non solo per una customer experience ricca, intensa e senza interruzioni, che possa abbracciare il mondo fisico e digitale, ma anche per raccogliere nuovi preziosi dati per comprendere il cliente in un mondo senza cookie.

Intanto, anche una delle Big Four, PwC, acquista LAND nel metaverso di Sandbox attraverso la sede di Hong Kong:

“Il Metaverso offre nuove possibilità alle imprese di creare valore attraverso modelli di business innovativi, oltre a introdurre nuovi modi per interagire con i propri clienti e comunità. Sfrutteremo la nostra esperienza per consigliare i clienti che desiderano abbracciare il Metaverso sull’intera gamma di sfide presentate da questo fenomeno digitale globale emergente”, ha commentato William Gee, partner di PwC Hong Kong, 

E se lo dicono loro…

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