Welcome 2020: le sfide business per il nuovo anno

Le sfide del 2020 non potrebbero essere altro se non la logica conseguenza di ciò che le aziende dovrebbero dover costruito nel 2019 in corsa per la Business & Digital Transformation.

 

Perciò, se abbiamo investito correttamente nello scorso anno, il 2020 si rivelerà la raccolta proficua di ciò che abbiamo seminato.

 

Se pensiamo, al contrario, di aver tralasciato qualche dettaglio, occorrerà rimettersi in carreggiata per non farsi schiacciare dalla concorrenza: sappiamo benissimo che il mondo degli affari non permette di indugiare e che per rimanere al top è necessario tenere il passo con le ultime innovazioni tecnologiche. 

 

Per tale motivo, in questo articolo vedremo quali sono le sfide e i trend del 2020 per le aziende.

 

  1. Customer Service personalizzato
  2. Intelligenza artificiale e Machine Learning
  3. Benvenuto Open Innovation Manager
  4. Lo smart working e il coinvolgimento dei dipendenti
  5. Innovability e Green attitude
  6. La Gig Economy
  7. Big Data

 

 

1. Servizio Clienti personalizzato

Abbiamo già parlato a lungo dell’importanza di offrire ai propri clienti una Customer Experience di alto livello, come ad esempio in questo articolo.

La parola chiave è personalizzazione, ovvero comprensione del cliente e realizzazione di un servizio costruito attorno a lui.

Se fino a quale anno fa tutto ciò significava un oneroso dispendio di energie e personale dedicato, adesso l’intelligenza artificiale permette alle aziende di offrire una comunicazione più centrata sul cliente senza perdere tempo o denaro. Anzi.

Secondo Gartner, ad esempio, l’utilizzo di motori di ricerca smart – utilizzati per riconoscere le intenzioni dei clienti e i loro modo di acquisto – consentiranno alle aziende digitali di aumentare i loro profitti fino al 15%. 

 

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2. Intelligenza artificiale e Machine Learning, ma con buon senso

Abbandonata la distopia in cui i robot conquistano la terra annichilendo il genere umano, rimane la concreta visione di un presente e di un futuro in cui tecnologie dotate di intelligenza artificiale sono capaci di alleggerire la mole di lavoro, di efficientare i processi e di migliorare la Customer Experience

 

In riferimento al punto 1, la personalizzazione del Servizio Clienti non può avvenire agilmente senza l’utilizzo del Machine Learning. Per esempio, in questo articolo avevamo già visto come l’AI può potenziale il servizio clienti.

 

Siamo ben consci che l’industria dell’intelligenza artificiale sta continuando a crescere e avrà un impatto significativo sull’economia mondiale nei prossimi anni. 

Tuttavia è ben ricordare che un utilizzo indiscriminato di tecnologie AI potrebbe, al contrario, sfavorire la Customer Experience.

 

La sfida di questo nuovo anno sarà proprio quella di implementare i processi aziendali ricorrendo a strumenti intelligenti, trovando il giusto equilibrio fra l’uomo e la macchina.

 

3. Benvenuto Innovation Manager

L’Innovation Manager è una figura fondamentale per attivare iniziative di Open Innovation all’interno delle aziende: nel concreto, l’Innovation Manager contribuisce all’accelerazione tecnologia dell’azienda. Lo fa selezionando e valutando nuove opportunità di innovazione, per favorire quel cambiamento culturale all’interno dell’azienda necessario per abbracciare a 360° la Digital Transformation.

 

Così dal 2020 sempre più aziende inizieranno ad includere nel proprio organico la figura dell’Innovation Manager, anche grazie al Voucher 2019 destinato alle PMI: un finanziamento a fondo perduto di 75 milioni di euro, da spalmare su 3 anni, per le micro, piccole e medie imprese oltrechè reti di impresa, che vorranno accedere alla prestazioni di tale professionista.

 

A fine 2020 vedremo effettivamente cosa è successo in tal senso.

 

4. Lo Smart Working e il coinvolgimento dei dipendenti

Lo Smart Working o lavoro agile, ovvero la possibilità di lavorare da casa o in un luogo diverso dall’ufficio, è una tendenza che arriva dall’estero e che da qualche anno è stato scelto dalle aziende italiane più lungimiranti.

 

Lo Smart Working porta con sé un doppio effetto positivo, impattando positivamente sulle aziende e sui dipendenti. Infatti, permette alle società di abbattere costi di trasferta (e di assumere i migliori talenti da tutto il mondo svincolandosi dal limite geografico) e di risparmiare sui costi di gestione di spazi e uffici. Dall’altra parte, consente al dipendente di azzerare i tempi di viaggio casa-lavoro e di migliorare il rapporto fra vita lavorativa e privata (e ciò porta ad una crescita motivazionale e ad un coinvolgimento maggiore del dipendente).

 

Secondo l’osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, in Italia gli Smart Worker sono circa 570 mila, in aumento del 20% rispetto al 2018.

 

Viene attualmente adottato dal 58% delle grandi aziende italiane (dato aggiornato a dicembre 2019), mentre per le PMI la situazione è molto diversa. Circa il 50% di queste, infatti, dice di non essere interessata all’argomento e solamente il 12% ha attivato lo Smart Working in azienda.

 

A prescindere da questo atteggiamento di chiusura così anacronistico, che porta con sè moltissimi limiti, la Legge italiana ha avvertito questa urgenza e dallo scorso anno sono nate le prime Leggi Ad Hoc sullo Smart Working.

 

5. Innovability e Green Attitude

Uno dei trend del 2019 è stato sicuramente quello dell’Innovability (innovazione sostenibile), trainato dal Climate Change e Glogal Warming e dal consequenziale fatto che sempre più consumatori stanno adottando uno stile di vita “green”. L’informazione della rete, supportata dai media e dalla televisione, sta influenzando le persone – sempre più consapevoli e attente nell’acquisto di prodotti ecologici.

 

Nel 2019, In Italia gli eco investimenti hanno toccato il 21,5% e coinvolto circa 300mila imprese (Rapporto Green Italy).

 

Nel 2020 le cose – chiaramente – non cambieranno, anzi.

 

Dopo decenni di consumismo usa e getta, l’economia sta mutando radicalmente e ciò comporta un cambiamento profondo nelle aziende: attualmente sono 20 milioni le aziende europee che si sono attivate in tal senso e in Italia un’azienda su tre ha iniziato i primi passi nel cammino verso l’ecosostenibilità.

 

Green Washing o verità? Lo scopriremo nei prossimi mesi.

 

6. La Gig Economy

Il 2020 porterà con sé anche il boom della Gig Economy.

 

Che cosa si intende per Gig Economy? Semplicemente un modello di economia in cui le aziende assumono freelance per un breve periodo, iscrivendoli ad una piattaforma. Viene nominata “gig” perché in riferimento ai musicisti, classicamente contrattualizzati per un breve se non brevissimo periodo. In Italia la chiameremmo, erroneamente, lavoro temporaneo.

 

La differenza con il lavoro temporaneo conosciuto in Italia, è relativa alle modalità: con la Gig Economy parliamo di digitalizzazione, flessibilità e smart working. Nell’era digitale, infatti, la forza lavoro è sempre più mobile e il lavoro può essere svolto ovunque, in modo da disaccoppiare lavoro e posizione. 

 

Ciò significa che i liberi professionisti possono scegliere tra lavori temporanei e progetti in tutto il mondo, mentre i datori di lavoro possono selezionare le persone migliori per progetti specifici da un pool più ampio di quello disponibile in una determinata area.

 

In Italia la Gig Economy risponde anche all’emergenza precarietà e i lavoratori coinvolti spesso non vengono contrattualizzati o tutelati, mentre in California – dove è nata – la legge impone che i Gig Workers siano assunti dalle piattaforme come dipendenti a tutti gli effetti. 

 

Anche per questo punto vedremo come evolverà la situazione in Italia nel nuovo anno.

 

7. Big Data

I Big Data sono stati finora utilizzati tendenzialmente dalle grandi aziende per migliorare il loro modo di fare business, ma presto anche le piccole imprese inizieranno a sfruttare il potere dei dati (anche grazie all’aumento di applicativi semplici per l’analisi, in grado di contestualizzare i dati).

 

È importante che ogni azienda adotti una strategia basata sui Big Data, in grado di apportare un chiaro vantaggio competitivo. I dati che sono semplicemente “grandi”, tuttavia, non offrono alcun vantaggio competitivo. Al contrario, i dati devono offrire spunti chiari e fruibili per essere efficaci.

 

Bisogna anche stare molto attenti ai dati che si acquisiscono, ricordandoci di rispettare le normative e il GDPR. La sfida del 2020 sarà proprio quella di trovare nuovi modi per acquisire dati utili, rispettando le regole imposte.

 

Questi sono alcuni hot topic del 2020, ma sono a nostro avviso quelli trainanti nel mondo del business.

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