La gestione dell’emergenza COVID-19 e la spinta alla trasformazione digitale: intervista al Presidente di Call2Net

Oggi sappiamo di vivere in un mondo accelerato, che l’evoluzione esponenziale della tecnologia ha reso sempre più fluido e interconnesso. Saper cogliere le opportunità del mondo digitale, e trarre il massimo dalle tecnologie disponibili, è oggi fondamentale per le imprese che si trovano ad affrontare in prima linea l’emergenza Covid-19.

 

Questi, insieme ai temi di come le aziende italiane abbiano deciso di attrezzarsi per garantire l’operatività e la sicurezza dei propri dipendenti, sono temi molto discussi a fronte delle misure di contenimento.

 

Come si è comportata Call2Net davanti a tutto questo? Come è riuscita a gestire l’impatto sulle 6 sedi italiane? Quali sono state le misure messe in campo?

Ne abbiamo parlato con Franco Piro, Presidente di Call2Net.

 

Come ha affrontato Call2Net l’emergenza da COVID-19?

 

Abbiamo affrontato questo contesto storico di particolare emergenza proprio come ha fatto il Governo italiano. Ovvero tutelando prima di tutto la salute delle persone, seguendo quello che è uno dei nostri principi, oltre che per coscienza ed etica.

 

Credo che il datore di lavoro abbia delle precise responsabilità, e una su tutte in questo momento è quella di seguire alla lettera le norme sulla sicurezza che ci vengono indicate.

 

Call2Net gestisce 6 sedi italiane, e quasi 800 collaboratori. Quali sono state le misure messe in campo dall’azienda?

 

Non appena si è manifestato lo stato di necessità abbiamo provveduto a mettere in campo e distribuire tutto ciò che serviva: strumenti per sanificazione, come ad esempio i gel disinfettanti e dispositivi di protezione, come le mascherine e i guanti, non appena siamo stati in grado di trovarli, cosi come i termometri per la rilevazione della temperatura corporea.

 

Abbiamo inoltre provveduto immediatamente a fare una sanificazione completa dei locali, che anche oggi facciamo regolarmente ogni 15 giorni.

 

Inoltre ci siamo mossi subito per attivare lo smart working, compatibilmente con le problematiche tecniche, per cercare di allargarlo ad un numero sempre più alto di persone.

 

Le misure messe in campo sono state di ampia portata. Durante queste fasi d’emergenza avete riscontrato qualche difficoltà?

 

Il grande impegno è stato quello di trovare il giusto compromesso tra l’accelerazione all’utilizzo dello smart working, e dall’altra parte la creazione di tutte le condizioni per poter consentire alle persone di lavorare serenamente.

 

Questo ha implicato ridurre il numero di persone nelle sale, rivedere la disposizione delle postazioni di lavoro e, in talune strutture, l’affitto e allestimento di nuovi spazi che consentissero di mantenere tra i dipendenti distanze di sicurezza maggiori di quelle richieste dalla normativa.

 

Tutto questo in tempi molto rapidi, per non far mai mancare il servizio al cliente finale. Ovvero ai cittadini.

 

Come siete riusciti a risolvere le difficoltà incontrate?

 

Grazie a due fattori su tutti: flessibilità e resilienza. Siamo riusciti infatti ad adattarci a situazioni molto complesse, come per esempio avere delle risorse ammalate, o improvvisamente a casa perché in quarantena o isolamento fiduciario.

Alla preoccupazione per la loro salute, si sommava il cercare di mantenere l’azienda produttiva, offrendo al cliente finale il massimo del servizio possibile in quel momento.

 

Oggi però mi sento di dire che abbiamo superato brillantemente il fulcro dell’emergenza, grazie al lavoro di squadra e all’unità del team.

 

In Call2Net seguite la customer interaction di molte imprese italiane. Qual è stato l’andamento delle attività dei clienti in questo periodo? Avete riscontrato un calo o una crescita?

 

 

Abbiamo avuto delle attività di committenti chiuse improvvisamente, a seguito delle disposizioni governative. Dall’altra parte invece alcune attività sono cresciute molto rapidamente, in taluni casi anche di oltre il 500%. E questo è stato proprio uno dei fattori fondamentali che ci hanno consentito di essere molto flessibili e reattivi.

 

Ci siamo infatti trovati a dover adottare nel giro di poche ore nuove tecniche di formazione con l’ausilio di piattaforme tecnologiche che consentissero la formazione da remoto per tramite del formatemp. Tutto ciò con 80/90 persone alla volta collegate da remoto, necessarie a seguire le attività dei clienti in forte crescita.

 

Grazie alla nostra distribuzione territoriale molto ampia siamo così riusciti a ridistribuire le attività in siti su cui avevamo più disponibilità, per effetto della riduzione di altre attività.

 

Rispetto a tutto quello che è successo in questo periodo, ci sono stati dei cambiamenti che porterete avanti anche nel futuro? Sia per Call2Net che per i vostri clienti?

 

Penso di sì. Da tempo stavamo ragionando sull’adozione dello smart working, per testare le caratteristiche e capire quanto poteva permetterci di migliorare le vita dei nostri collaboratori e ottimizzare i servizi per i committenti.

 

Solo pochi mesi prima dallo scoppio dell’emergenza avevamo chiesto la disponibilità ad alcuni committenti per avviare dei test pilota, e il caso ha oggi voluto che ci fossimo poi trovati obbligati ad andare in questa direzione che avevamo già valutato. Parte delle nostre attività potrebbero rimanere in smart working anche in futuro, perché questo significherà migliori condizioni dei dipendenti che restituiranno quindi un servizio ottimale al committente.

 

Certo è che le misure saranno da valutare, soprattutto per la creazione di un contesto presidiato, però posso dire che l’esperienza è stata molto positiva.

 

Grazie a quanto sta accadendo è cambiato anche l’approccio dei committenti a questo tema, che ora sono più aperti alla possibilità di cercare delle tecnologie all’avanguardia per governare meglio le proprie imprese e, di conseguenza, i rapporti tra le persone. Con questa esperienza io stesso ho capito di poter gestire meglio il mio tempo e, soprattutto, i miei spostamenti grazie alla tecnologia. Potrò organizzare molti più incontri virtuali, senza alcuna ricaduta sul rapporto lavorativo.